mercoledì 12 luglio 2017

Non facciamone una tragedia.

Avrei - forse - bisogno di una certa leggerezza nella mia vita, e non sempre discorsi catastrofisti e ampollosi su quanto sia triste essere diversi, destinati alla solitudine e senza spalle d'appoggio.
Avrei forse bisogno di un po' di frivolezza - quella che mi porterebbe a desiderare traguardi superficiali (o presunti tali) come un corpo normale, un volto curato, dei vestiti belli da indossare. [Belli, ho detto. Non ho detto per forza cari].
Non so. Bah. Per adesso gira così. Fra qualche ora tornerà Madama Depressione e ricomincerò - lasciata ormai in balia di me stessa, senza la mano d'aiuto dell'amico Alcol - a delirare e scrivere di roba malinconica e sofferta [che risulterà solo irritante, agli altri e a me stessa che detesto vedere ridotta in questo stato] e chi s'è visto s'è visto.

Avere a che fare con D. è come essere delle pediatre. Sempre disponibili e sempre impeccabili, attente ai bisogni del bimbo e a non farlo arrabbiare con un gesto di debolezza personale come può essere fare delle cazzate in preda allo sconforto [sto parlando banalmente di un periodo di malinconia di cui stupidamente lo rendo partecipe o di un paio di birre in più la sera]. Così mi manda a fanculo, perché be', perché non mi posso permettere di essere triste anch'io, e per un paio di giorni non si fa sentire. Va avanti così da un anno e mezzo, ormai.
Poi parla con mia madre [lui e mia madre sono ormai grandi amiconi], mi manda canzoni stucchevoli e odiose su Whatsapp [Negramaro e Fabrizio Moro top], correlate a frasi avvincenti (sic) del tipo: "lotterò per averti qui".
Un gran chissene frega dove lo mettiamo?
[vi assicuro che ho le mie ragioni per non poterlo vedere più.]

Oggi pomeriggio sono andata in banca per pagare la prima tassa universitaria all'ecampus, mia madre, che era con me [abbiamo usato il suo conto corrente], ha voluto anche festeggiare con una granita al bar. Ti voglio bene mamy, certe volte hai questi slanci di affetto davvero inaspettati che mi portano a pensare che forse mi odi di meno di quanto pensassi.
Poi mi piacerebbe sapere quand'è che andrò ad abitare nella casuccella in centro nel mio paesino, che è un rudere ma sarà casa mia e già per questo sarà caruccia.

Ci sono parecchie cose che non vanno, ma manteniamoci in superficie e parliamo della piattezza del mare senza inabissarci troppo, che ne sono stanca:
- Capelli di cui vorrei cambiare colore e taglio, sono stanca del mio anonimo marrone scurissimo e vorrei qualcosa tipo rosso crazy color. Il taglio è quello che è, un orrendo caschetto fino alla base del collo, sto aspettando che ricrescano.
- Unghie, che da un mesetto a questa parte ho ricominciato a rosicchiare e adesso sono praticamente inesistenti. Vorrei farle crescere e mettere uno smalto semipermanente.
- Denti, ingialliti da caffè e fumo. Di natura li ho bianchi, adesso sono bianco sporco perché li lavo 1-2 volte al giorno, ma vorrei sbiancarmeli.
- Fisico: qui sono cazzi amari, perché sono ingrassata ancora e non c'è speranza di tornare al peso di prima.

E nel frattempo, a ottobre mia sorella si laurea [cerimonia con tanto di popopo-paponzolo tronfio e fiero della figlia bella che ha affiancato a zoccola rumena con risatina ebete annessa] e io peso quasi 90 kg e sono un rotolo di ciccia formato umano.
Davvero non so come farò a non sembrare un cesso.

Tenetemi lontana da questo posto fino a domani mattina.




2 commenti:

  1. Da sola non ce la puoi fare con tutto quello che devi combattere... Se nel centro ti trovavi male, l'unica altra cosa che funziona contro le dipendenze sono i gruppi di auto-aiuto. Funziona perchè ci vai ogni volta che hai bisogno e c'è sempre almeno una persona che è tenuta a correre da te se tu la chiami.

    RispondiElimina
  2. occorre anche a te un bel piano diabolico per venirne fuori!!
    Forza, ce la puoi fare!!!!

    RispondiElimina